A volte ritornano, forse per restare

Il femminicidio di Giulia Cecchettin ci ha ricordato la necessità di fare rumore, farci sentire e vedere, perché tutto lo spazio che non saturiamo con le nostre voci sarà riempito da qualcos’altro, probabilmente per cancellarci.

Abbiamo ribadito che è fondamentale occupare le piazze e le strade (e non solo il 25 novembre), il web in tutti i suoi anfratti, la stampa, i libri e le librerie, i luoghi dove lavoriamo, studiamo o ci incontriamo o spendiamo o ci facciamo visitare.

Ognuna sceglie le sue armi. Chi può va a manifestare e lo fa per tutte, chi può discute a tavola coi parenti e lo fa per tutte, chi può ascolta, accompagna, consola e lo fa per tutte. Non c’è un solo modo per lottare. 

Il 15 maggio del 1940, Virginia Woolf scriveva nel suo diario: “This idea struck me: the army is the body: I am the brain. Thinking is my fighting”.1

E allora seguendo lei ci riprovo, a pensare e a parlare per combattere, ripartendo da qui.


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