Il silenzio non è più d’oro

Ho comprato questo dominio oltre un anno fa. Avevo appena iniziato La rabbia ti fa bella, di Soraya Chemaly, e volevo un posto dal e nel quale urlare tutto lo schifo che mi sentivo dentro (da cui il titolo del progetto. In inglese perché sì). Poi il lavoro, la pigrizia, l’abitudine, la vita eccetera. 

Oggi, dopo aver letto l’ennesimo post ignorante, offensivo, maschilista, paternalista e stronzo dell’ennesimo uomo ignorante, offensivo, maschilista, paternalista e stronzo, e dopo averci trovato il like di una persona molto giovane e molto cara, mi sono sentita di merda. Amareggiata, furibonda e impotente. Fa schifo sentirsi così. 

Allora ho pensato che fosse il momento di passare all’azione. 

Un nuovo (ancora?) progetto con l’etichetta “femminista” potrà non sembrare granché, come azione, ma è di sicuro meglio dell’indignazione solitaria e dei rant in chat con le amiche (che comunque restano indispensabili, perciò siano benedetti i rant e le chat e le amiche). 

È una presa di posizione esplicita che lascia una traccia, per quanto minima, nel mondo.
È una voce in più in un coro che sta crescendo e deve continuare a farlo.
È altresì una rivendicazione di spazio e di opposizione a un sistema che, nonostante gli anni che passano, insiste nel cercare sempre nuovi modi per zittire le donne. E io sono stata zitta abbastanza a lungo.

The screaming woman, quindi. Buona permanenza a tutte e a tutti.